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Progetti formativi

Dialoghi sull’opera pasoliniana

CEP Progetti Formativi Assisi

Il 15 marzo 2025, durante il seminario Le Belle Bandiere. Dialogo con i lettori, i giovani che hanno aderito al bando Cerchi Concentrici hanno presentato i loro lavori. Ne erano stati selezionati alcuni: studenti liceali, universitari e dottoranti si sono così ritrovati per condividere la loro riflessione sull’opera pasoliniana.

Alcuni passaggi dei loro interventi serviranno a scandagliare con uno sguardo nuovo il lavoro di Pier Paolo Pasolini in cerchi concentrici che si rompono per continuare il confronto e lo scambio che inizia quando l’ascolto diventa reciproco.

Vi lasciamo alcuni estratti dei lavori presentati, per proseguire a leggere insieme l’opera di uno dei più grandi intellettuali italiani del ‘900.

Pieralberto Biagini, Pro Civitate Christiana

[… ] Il lascito del Vangelo secondo Matteo è dunque in primo luogo la resistenza a tutte quelle forze che spingono verso l’asetticità, la negazione dell’identità, il rifiuto del passato ad ogni costo. Per rimettere l’uomo al centro dobbiamo trovare i nostri quotidiani «aumenti di vitalità», insegnare alle future generazioni a tenere vivo il mondo con un libro in mano, a trasformare l’impeto pregrammaticale in contributo logico, storico. In senso generale, questo esemplare documento cinematografico ci invita anche a riflettere sulla nostra responsabilità nei confronti della comunità, soprattutto verso i giovani, dato che sempre più spesso si privilegia la distanza a dispetto della prossimità, la sopraffazione a scapito della condivisione. “

Il Vangelo secondo Matteo. Quel sole ferocemente antico che rese Matera metafora dell’umanità, Pieralberto Biagini

[…] A Pa’, ritenevi noi giovani liceali del ‘75 fragili, perché non hai visto i giovani del duemilaventi: su di loro riversiamo la nostra e la vostra frustrazione per non avercela fatta, perché abbiamo preferito vivere. Allora ai nostri figli facciamo annusare la vita, ma non possono assaporarla perché devono correre. Correre o perire, non ci sono più sfumature: devono correre senza meta perché l’obiettivo lo rendiamo sempre più irraggiungibile. Vogliamo che i nostri figli siano tutto, perché il “niente” fa paura, e il “qualcosa” non è contemplato. Non c’è tempo per pensare, per scegliere, per vivere.”

A Pa’, io non splendo, Giorgia Fabrizio-Salvatore

Giorgia Fabrizo-Salvatore, Pro Civitate Christiana
Alfredo Nascimbeni, Pro Civitate Christiana

[…] Traendo spunto da uno dei testi poetici di Pasolini” ha presentato un cortometraggio “intendo rendere all’autore un omaggio per quanto possibile personale e creativo… auspico che la rappresentazione possa fungere da meditazione riguardo al valore che la poesia di Pasolini assume attraverso i diversi media e attraverso i tempi della rappresentazione stessa.”

Attraverso Pasolini, Alfredo Nascimbeni

[…] La pedagogia della ribellione è orientata dalla filosofia della praxis gramsciana, che riconosce le superstrutture ideologiche come realtà operanti, ma che, a differenza delle ideologie tradizionali, non cerca di pacificare le contraddizioni sociali, bensì le affronta, accogliendo le tensioni storiche come parte del processo di trasformazione. I risultati dello studio permettono di proporre l’idea di pedagogia della ribellione come strumento di liberazione intellettuale e politico. Pasolini, rifiutando l’omologazione imposta dal “nuovo potere”, invita l’essere sociale alla pratica metacognitiva per esercitare una critica e un’autocritica individuale, di classe e di partito. Pasolini non mira a “elevare” l’allievo, ma intende instaurare un dialogo paritario che eliciti una competenza auto-educativa nell’essere sociale.”

La pedagogia della ribellione di Pasolini per l’autoeducazione: dialogo e metacognizione per il benessere psicosociale, Irene Gianeselli

Irene Gianeselli, Pro Civitate Christiana
Fabio Orpheo Caredda, Pro Civitate Christiana

[…] Mentre gli studi sull’opera letteraria e cinematografica di Pier Paolo Pasolini in relazione a Dante si sono concentrati principalmente sui primi due cantici della Divina Commedia, l’influenza del Paradiso sull’opera pasoliniana, in particolare sul suo primo film Accattone, è stata in gran parte trascurata… Questo contributo analizza l’esplorazione di Pasolini di una realtà sacra attraverso il mezzo cinematografico, attingendo al concetto di “vera realtà” elaborato da Auerbach, con particolare attenzione agli aspetti innovativi della realtà illuminati dal Paradiso.”

Dal Paradiso di Dante a Accattone: la ricerca di una realtà sacra nel cinema di Pasolini, Fabio Orpheo Caredda

[…] Nel film Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pier Paolo Pasolini, la scena dell’incontro tra Gesù e Satana nel deserto è caratterizzata dall’uso del Ricercar à 6 dall’Offerta musicale di Johann Sebastian Bach, nella trascrizione orchestrale di Anton Webern. Scegliendo il Ricercare, una composizione strumentale polifonica concepita per sviluppare contrappuntisticamente un determinato soggetto musicale, Pasolini traduce in pellicola il testo evangelico di Matteo e la musica bachiana, la quale costituisce un costante fil rouge nella sua vita e nella sua produzione cinematografica. La musica diventa così un espediente narrativo e simbolico, amplificando il senso di solennità, introspezione e solitudine del momento.”

Pasolini e Bach: Ricercare tra la Carne e il Cielo nel Vangelo secondo Matteo, Emanuele Demartis

Emanuele Demartis, Pro Civitate Christiana