Una delle motivazioni più potenti dell’esperienza umana è costituita dal desiderio di essere compresi. Sentirsi ascoltati significa essere riconosciuti nel valore di ciò che, in qualche modo, abbiamo da dire. Questa ricerca esplora l’impatto dell’ascolto interconnesso nei tre contesti analizzati: la formazione in Musicoterapia, l’esperienza di tirocinio presso la Lega del Filo d’Oro e l’ambiente professionale educativo e scolastico.
L’indagine si concentra sull’effetto dell’ascolto rispettoso delle diversità individuali, facendo riferimento alla teoria dei sistemi complessi descritta dal fisico Giorgio Parisi.
Il centro dell’analisi riguarda gli effetti dell’ascolto e dell’osservazione in modalità sistemica, che considera la pluralità degli aspetti, anche apparentemente insignificanti, legati alle persone e all’ambiente, i quali sono in relazione e comunicazione reciproca, influenzandosi a vicenda.
L’obiettivo è identificare elementi che, dall’evolversi delle esperienze vissute nei tre contesti, possano portare alla definizione di una prassi metodica applicabile in altre specifiche situazioni formative, musicoterapiche ed educative.
La costante che emerge è l’ascolto interconnesso, supportato dall’utilizzo di parametri sonori e musicali significativi e soggettivi, ascoltati e ascoltanti. Un ascolto che non riguarda solo l’udito ma si avvale di un campo percettivo ampio e utilizza le informazioni che giungono ai sensi organizzandole in funzione di uno specifico obiettivo: creare un micro-cosmo sonoro, ovvero uno spazio auditivo in grado di far sentire le persone accolte. Nel fare ciò, sollecita parti del sistema a connettersi internamente e con l’esterno, favorendo la creazione e/o riattivazione di modalità espressive possibili.
Sullo sfondo appare la dimensione ascoltante del silenzio, strumento che permette la riflessione e l’accoglienza di vissuti ed emozioni proprie e altrui e di dar loro una cornice di senso prima di avviare un processo di cambiamento.
Lisa Branchini


