“[…] questa rubrica è stata per me uno dei punti fermi di questi ultimi anni: addirittura, in certi momenti neri, un’ancora di salvezza. Devo interromperla, ora, per qualche mese. Per questo numero, l’ultimo della mia prima serie, e per di più natalizio, piuttosto che rispondere alle nuove lettere che ho qui sul tavolo – e non avrei nemmeno il tempo per farlo – preferisco ricopiare la parte finale dell’ultima poesia che ho scritto (Le belle bandiere ndr), proprio in questi giorni, tra una moviola e l’altra, tra una sale di fissaggio e l’altra. È un ricordo del periodo più bello, e determinante, di una vita. È finito, bisogna saper ricominciare”.
Pier Paolo Pasolini, Le belle bandiere, Garzanti, 2021, pagg. 380-381
Riprendiamo il filo del nostro lavoro sull’opera pasoliniana dal volume Le belle bandiere, che raccoglie le lettere inviate a Pasolini dal 1960 al 1965. Lo scambio di opinioni, punti di vista, la scelta delle questioni per le quali si richiedeva il parere di Pasolini, ci consegnano il ritratto involontario di un paese, mostrandoci chi sentiva il bisogno di avere un confronto, di scambiarsi opinioni, di dialogare.
Molteplici gli argomenti affrontati e diversissime le persone che gli scrivevano. Abbiamo voluto riprendere in mano questa raccolta di lettere per cercare le tracce di un discorso civile che veniva intessuto con il contributo di tutti, perché come scriveva Pasolini “bisogna saper ricominciare”.
Il 14, 15 e 16 marzo alla Cittadella Laudato si’ ci ritroveremo per ascoltare i giovani che hanno partecipato al progetto Cerchi concentrici, e proseguiremo ad indagare le dinamiche del potere nell’educazione e a scommettere sulla creatività che inventa il futuro ogni giorno nelle periferie di ogni paese.
La partecipazione al convegno è gratuita.

