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Musicoterapia

Musicoterapia intensiva neonatale – Costruzione della prassi musicoterapica in TIN e analisi di alcuni casi clinici.

Musicoterapia in TIN

Sono arrivate le tesi che verranno discusse il prossimo 19 luglio 2026 a conclusione del Corso quadriennale di Musicoterapia.
Abbiamo chiesto a Valeria Crescenzi di presentare il suo lavoro dedicato alla prassi musicoterapica nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni.
Lasciamo a lei la parola:

La tesi racconta il minuzioso e complesso processo di costruzione della metodica musicoterapica, attiva dal 2023, nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni.
Creare una prassi musicoterapica, in un contesto sanitario in cui non c’era, non è stato semplice; ho dovuto inserirmi come musicoterapeuta in un reparto che per natura è rigido, complesso, in cui anche solo per poter accedere, si seguono regole precise: gli ingressi sono cadenzati e per farlo è necessario indossare il camice, la mascherina, disinfettarsi molto spesso.
Insieme al primario di reparto, la Dottoressa Federica Celi, ho dovuto collocare la mia figura all’interno del contesto clinico, per far sì che l’attività musicoterapica fosse consentita, compresa, concessa, anche dal personale sanitario.
Ho dovuto considerare la curiosità ma anche la diffidenza nei confronti del mio lavoro; far chiarezza in alcuni momenti, riferendomi sempre alla specificità del mio intervento e al perché delle mie azioni.
La musicoterapia in TIN si configura come un intervento di supporto al neurosviluppo del neonato fragile e alla condizione di ospedalizzazione della famiglia.
I bambini in incubatrice, arrivati alla vita molto prima di quanto li si aspettasse, incarnano la massività, la disintegrazione spazio-temporale, la deprivazione sensoriale dovuta all’impossibilità di contatto e contenimento materno, l’adattamento precoce alla forza di gravità, vivendo una situazione di assoluta instabilità e precarietà.
Inserire la musicoterapia in TIN a Terni, ha aggiunto umanizzazione al processo di cura e ha avuto un impatto importante sul contesto stesso.
L’efficacia dell’intervento musicoterapico è documentata attraverso l’analisi quali-quantitativa di due casi clinici.
I risultati sottolineano come l’intervento musicoterapico favorisca il processo di ritmizzazione di specifici aspetti fisiologici e ritmo-corporei (respiro, movimenti, suzione, stati comportamentali) e percettivo-acustici (ricezione e reazione allo stimolo sonoro-musicale) del neonato prematuro.
Valeria Crescenzi

Il prof. Giangiuseppe Bonardi è il docente relatore che ha seguito Valeria Crescenzi durante questo lavoro.
Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo lavoro nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni.
Vi aspettiamo alla Pro Civitate Christiana di Assisi per ascoltare insieme la discussione della tesi della diplomanda Valeria Crescenzi.