Qual è la musica con cui siete usciti di casa oggi?
Quale musica vi ha accompagnato durante la vostra giornata, durante un periodo della vostra vita?
Quali suoni riempiono lo spazio tra quello che siamo e quello che siamo stati?
Sono domande che ogni musicoterapeuta rivolge a sé prima ancora che agli altri.
Ogni percorso sonoro nasce prima nella propria memoria poi diviene condivisione, si modifica con le immagini che riportano alla mente situazioni che si credevano dimenticate, ma ogni musicoterapeuta sa che ogni suono si fa spazio, diventa presente arrivando dal passato.
Ore 25:05, edito da Orecchio Acerbo, è un libro che entra silenziosamente nella testa di chi lo sfoglia con una forza enorme, con storie slegate, con passaggi che si colmano della memoria degli occhi del lettore, con colori densi di vita che si dissolve, di momenti in cui tutto è sottosopra.
Guy Billout, illustratore francese che vive e lavora da oltre 50 anni negli Stati Uniti, in ogni sua immagine genera in chi guarda pensieri che spingono verso la memoria personale, creando un susseguirsi di altre immagini, suoni ed emozioni.
È questo qualcosa che riesce solo ai grandi artisti e Guy Billiout lo è.
Il libro è accompagnato dalle parole/provocazioni di un altro francese, Bernard Friot, poeta, che in questo lavoro è tradotto da una poetessa, l’italiana Chiara Carminati.
“Quando comincia un viaggio, Jonas Bongo disfa la valigia e la infila nell’armadio […] Non chiude a chiave la porta di casa, dimentica il cellulare, lascia il portafoglio. Tutte le cose inutili”.
Scrive così Bernard Friot, che attraversa le immagini con il suo paesaggio sonoro, lasciando che ciascuno compia lo stesso viaggio percorrendo altre strade.


