Presentiamo il lavoro svolto da Teresa Manzo e Gina Pugliese, in cui si descrive un intervento musicoterapico basato su un modello bio-psico-sociale, con N., bambina di 11 anni immigrata dall’Africa occidentale per cure oncologiche e con un quadro multifattoriale che incide sulla regolazione comportamentale.
Durante la realizzazione del progetto musicoterapico Teresa Manzo è stata affiancata dalla Dott.ssa Gina Pugliese, psicologa che opera all’interno del Centro di accoglienza della rete di SAI (Sistema Accoglienza Integrazione) di Roma Capitale.
I limiti, evidenziati a conclusione del percorso musicoterapico, mostrano le potenzialità che è possibile raggiungere intraprendendo la strada della ricerca.
Scrivono Teresa Manzo e Gina Pugliese:
Dal punto di vista clinico i risultati suggeriscono che:
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- la musicoterapia individuale può rappresentare un contesto positivo in cui è possibile favorire progressi di regolazione con bambini con esperienze traumatiche;
- le sedute congiunte possono attivare meccanismi profondi, ma possono anche facilitare la rimodulazione del comportamento se integrate in un progetto terapeutico più ampio;
- il regresso può anche indicare l’emergere di dinamiche relazionali non accessibili in altri modi.
Ogni intervento musicoterapico mette al centro la persona: richiede cura e relazione, attese e ricerca costante per trasformare il limite in percorsi di crescita.
La supervisione del progetto è stata condotta dal prof. Renato Pantaleo, musicoterapeuta docente della nostra scuola.
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Buona lettura.

