Il cambiamento climatico in corso, anche se alcuni si ostinano ad ignorarlo, non ignora nessuno. Nel nostro paese, solo nell’ultimo anno, si sono verificate delle alluvioni che hanno provocato, oltre ai danni economici, profonde ferite nella vita delle persone coinvolte. Quello che ciascuno può fare ogni giorno non è poco, bisogna però essere disposti a capire qual è, e quanto è grande la propria impronta ecologica per iniziare a ripensarsi e sentirsi parte di un luogo più grande di quello in cui si abita.
Qual è la tua impronta ecologica?

Ad agosto scorso, durante l’82esimo Corso di Studi Cristian Cum tucte le tue creature, con alcuni volontari abbiamo predisposto delle postazioni per il calcolo della propria impronta ecologica, ci sono diversi siti online attraverso i quali è possibile calcolarla. Al termine del percorso online, costruito mostrano qual è l’impatto del proprio stile di vita sul nostro pianeta, viene spudoratamente indicato di quanti pianeti si avrebbe bisogno se si proseguisse nel mantenere le abitudini dichiarate e la data esatta del proprio giorno di sovrasfruttamento della Terra. Lo sconcerto di alcuni, alla fine di quello che era stato scambiato quasi per un gioco, è stato indicativo di quanto poco si è coscienti di come influiscono le proprie scelte quotidiane sull’intero ecosistema.
Per lasciare un’impronta bisogna fare un passo, quello proposto ad agosto è stato un passo verso la presa di coscienza che non basta fare la differenziata per alleggerire il peso della propria impronta. Il percorso è lungo, abbiamo iniziato da fermi, seduti davanti ad un pc. Bisogna mettersi in piedi e iniziare a scegliere guardando oltre la propria casa, verso la casa comune Cum tucte le tue creature.

